Si può fare – film

Film del 2008, di produzione italiana. Scritto Da Fabio Bonifacci e diretto da Giulio Manfredonia.

Il film è ambientato nel 1983, a Milano. All’inizio della storia ci imbattiamo in Claudio Bisio che interpreta un sindacalista, Nello. L’uomo ha di recente pubblicato un libro sul mercato e per questo viene aspramente criticato dai suoi compagni sindacalisti. Quasi per punizione viene nominato direttore della “Cooperativa 180”, una delle tante cooperative nate in seguito all’emazione della legge 180, che portò alla chiusa dei manicomi ed alla nascita dei centri di igiene mentale pubblici per il sostentamento delle persone affette da disturbi psichici.

Dopo i primi -comprensibili- momenti di disagio e di attrito con i pazienti, Nello si rende conto che ognuno di loro ha particolari potenzialità e decide di parlare al dottor Del Vecchio, interpretato da Giorgio Colangeli, affinchè diminuisca il sedativo somministrato ai pazienti. Egli però rifiuta di farlo sostenendo che una diminuzione della dose porterrebbe i pazienti ad un livello di pericolosità ingestibile.

 Nello, a questo punto, si rivolge ad un dottore esterno alla clinica,  il dottor Furlan (Giuseppe Battiston) che decide di sostenere l’uomo in  questa sua iniziativa. Del Vecchio, adirato, si allontana dalla  cooperativa.

Nel frattempo, Nello ha anche deciso di iniziare a rendere coscienti di  sé e dei propri desideri/ambizioni i “pazienti” ed organizza una serie di  assemble dove ognuno può esporre le proprie opinioni e le proprie idee.  Questo aiuta i ragazzi della cooperativa ad acquisire sicurezza e un  maggiore contatto col il mondo esterno ed in una delle assemble  decidono di lavorare come posatori di parquet.

Dopo un primo lavoro non andato a buon fine, a causa dell’inesperienza,  la piccola impresa inizia a crescere e ad essere rinomata all’interno della  città.

Tutto sembra procedere per il meglio, tra lavori sempre più numerosi e  amori nati allinterno della stessa cooperativa, fino a quando Gigio (Andrea Bosca), uno  dei ragazzi più giovani, si innamora di una ragazza  per la quale ha  lavorato, Caterina (Maria Rosaria Russo). Questa giovane, in un momento di leggerezza, lo  bacia e, in seguito, lo invita a casa sua per una festa. Qui, Gigio ed il suo  più caro amico, Luca (Giovanni Calcagno), si trovano a disagio e questo disagio genererà una  rissa, in cui Luca prende a pugni un altro ragazzo.

La situazione peggiora in commissariato quando Caterina, senza sapere che Gigio la sta ascoltando, definisce i ragazzi della cooperativa dei “poveracci”. Questa definizione risulta troppo pesante per la sensibilità psichica del ragazzo che, poco tempo dopo essere rientrato alla cooperativa, si suicida.

Il suicidio, oltre a distruggere la felicità di tutti, riporta alla cooperativa il dottor Del Vecchio che somministra nuovamente pesanti farmaci ai pazienti.

 Nello, nel frattempo, cade in una profonda depressione, sentendosi  responsabile della morte di Gigio e rimproverandosi di aver osato  troppo, di aver voluto mettere mano in faccende mediche che non erano  di sua competenza. A riscuoterlo da questa situazione di torpore sarà la  sua fidanzata, con la quale Nello vive momenti altalenanti.

Ci stiamo trovando, dunque, di fronte a un triste epilogo ma la  situazione muta improvvisamente, ancora una volta, quando Del  Vecchio convoca Nello per informarlo di aver notato un effettivo  miglioramento nelle condizioni psichiche dei pazienti, diretta  conseguenza dell’attivitità lavorativa intrapresa e che la morte del  giovane ragazzo non può essere imputata a lui. Gli offre, pertanto, di riprendere il proprio ruolo ma Nello rifiuta, ancora scioccato, e preferisce svolgere un lavoro che non ama piuttosto che rischiare di mettere a repentaglio la vita di altre persone.

I ragazzi della cooperativa, allora, vanno da lui e affermano di volerlo alla loro guida: hanno appena ricevuto un appalto per Parigi.

Il film si conclude con i ragazzi e Nello pronti a partire e a portare con sé pazienti di altri centri di igiene mentale.

Un’opera decisamente commovente e vi consiglio di non guardare questo film da soli. E’ bello vedere la commozione degli altri unita alla propria. E chissà che la persona che era con voi non la faccia vedere ad un’altra persona…e via così. Qui sotto alcuni estratti del film.  Buona visione. ;O)