Repressione

Bicchiere_rovesciato  

Costretto ad esprimere un’opinione obbligato a dare una risposta tacere non t’è consentito. Al tuo silenzio la condanna ad una pena di ossessive domande. Costretto ad esprimere un’opinione obbligato a dare una risposta tacere non t’è consentito e dovrai pure saper scovare la corretta opinione, la giusta risposta. Se sbagli o avversi un pensiero altrui? Quando si dimostrerà la correttezza a vita ti sarà rinfacciato, per giorni evidenziata la tua supposta carenza. Non osare sbagliare! Non osare esprimere opinione che non abbia il placito benestare! Piuttosto fai sfoggio di finta incompetenza che non t’appartiene! Si gode degli errori altrui e della propria presunta intelligenza e larghezza di vedute che nasconde solo ingenua ignoranza. Si gode…e un bicchiere d’alcool accompagna il vuoto gaudio che ostenti.

Moto Veloce

strada sul mare corso

 

Rapida si svela l’alba
e si scontra con una fresca brezza marina
la dolce primaverile luce mattutina.
Veloce corre la moto nera
un intero inverno rimasta silente
ed ora impaziente si scuote dal lungo riposo.
Tre macchine in strada
e con la moto che brucia l’asfalto
fan quattro storie diverse
unite in una sola tragedia.
La moto tenta un sorpasso azzardato…
…l’impatto, lo schianto…
…il dolore che esplode improvviso. Irreversibile.
-“Un morto e tre feriti!”- urlan presto i giornalisti,
e i primi accorsi sul posto
infuocano il cicaleccio e notizie frammentate,
sfuggenti, distorte, errate.
Il centauro giace sull’asfalto
strappato alla vita e alla moto distrutta,
un corpo unico e vivo fino all’istante prima.
Pezzi sparsi di moto e di vita infranta.
A casa, una giovane moglie e due figli:
resta l’amore taciuto, le cose non dette
i progetti sospesi o interrotti,
il dolore schiacciante e opprimente
che il tempo e i ricordi un poco attenueranno.
Eterno resta e forse inconscio
un muto rimprovero per il sorpasso tentato.

 

 

Il fiore reciso

fiore-di-campo

Galleggia reciso nell’acqua abbondante
un lungo fiore di campo.
Quasi solitario, sul lato d’una discarica,
cresceva.
L’hai colto con aspra e ruvida cura,
un vaso accogliente, a lungo
rimasto vuoto l’attendeva.
Solo qualche margherita
facilmente appassita
ha infranto il silenzio,
interrotto la noia.
Il fiore reciso t’è grato
del nuovo orizzonte che mostri:
ci metterà tempo a capire
che ogni linea d’orizzonte
nasconde un po’ della notte
che scende e poi si dissolve
con l’alba del nuovo giorno che nasce.
Tetro il primo tramonto,
respiro di sollievo, l’alba,
macchiato da una certezza:
la notte presto ritorna.

Ed io…anch’io sono un fiore reciso.
Ma io, anch’io sono una margherita?

Il rogo

Fuoco2-770x1026

Un caldo rovente mi squarta cuore e stomaco
ed il paradosso dei brividi freddi e del tremolio
mi coglie malvagio. Alleato di un disgustoso senso
di nausea che non sfocia in vomito, alleato di un rigirarsi
dell’intestino che mi rilassa i muscoli e mi causa vergogna.
Basta! Vi prego! Concludete questa tortura!
Aumentate la pira di legna, alzate il fuoco!
Lasciate che mi divori…sarò lieta di agognare,
di morire per l’ultima volta. Ho aperto gli occhi
ed ho visto… la caccia alle streghe esiste ancora.
Volete additarmi colpevole? E sia, eccomi pronta.
Siate decisi con le vostre condanne!
Siate decisi con questo rogo!

Ora…ora lo so…la caccia alle streghe non è mai finita.