ADE – Apollo, Dioniso, Eros

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Tua musa e tu, Apollo, mio comandante.
Grazie a te, per te, scrivo ed incerta trasferisco sentimenti
sulla purpurea pergamena intrisa d’inchiostro
qua e là rovinata (appare tale!) da una macchia d’oro o d’argento
d’emozioni sfuggite frettolose al pennino.
Tua donna e tu, Dioniso, mia estatica fiamma di passione,
liberatore di sensi sopiti in tua assenza,
in te e con te noti, esplorati in mesi di passione
e poi sopiti in altri di nascente amore…
…riemersi dopo altrettanti di incontri, momenti, gioie,
con te, mio Eros, mio amore, mio compagno
din quella intimità di un’incommensurabile profondità,
mio complice nella vita quotidiana, die et nocte.
E mentre t’osservo adagiato sul bianco divano
una mano dietro la nuca, l’altra abbandonata sul fianco,
le gambe libere e rilassate, il volto enigmatico
vago con la mente e ti vedo…

…Dio greco sul triclinio in posa statuaria tradita
da quel tuo bel corpo vibrante di vita.

La bambina che non esisteva – Siba Shakib

Questo breve romanzo narra la storia di Samira, unica figlia di un comandante afgano e capo della tribù in cui vive. Le credenze popolari ritengono che il primo figlio di un comandante debba essere un maschio così che possa sostituire il padre al momento della sua morte ma dall’unione dell’uomo con la moglie, Daria, nasce una bambina, Samira.
Samira è cresciuta come un maschio e questa finzione si rende ancor più necessaria in seguito ad un incidente di guerra che priva il comandante della sua virilità e gli impedisce di avere altri figli.
Samira diventa Samir, a tutti gli effetti. È cresciuta come un uomo e, incredibilmente, riesce a primeggiare in tutte le attività cui viene sottoposta tanto da diventare presto un esempio per tutti. Tutti i bambini vorrebbero essere come lui, tutte le bambine si incantano ad osservarlo. Samir cresce e continua ad attrarre attenzioni da parte di tutti ma è sempre più difficile sostenere la menzogna.
Un tragico evento, la morte del padre, porterà a faide all’interno della tribù tanto che Samir e Daria -non sentendosi più sicure- preferiranno fuggire e trovare riparo presso il papà di Daria, nonno di Samir.
Qui la ragazza maschio inizia una nuova fase della propria vita ma immutati restano l’attenzione e l’ammirazione che egli attira da tutte le parti.
Proprio nel nuovo villaggio Samir incontra uno degli affetti più profondi della sua vita, l’amico Bashir, con cui instaura un rapporto destinato a non essere solo platonico e a sconvolgere il suo fragile equilibrio: è Samir o Samira ad essere attrato da Bashir? La stessa duplicità si ritrova nella relazione che più tardi lo lega alla sorella di Bashir.

Nel corso dell’intera vicenda, Samir si trova a combattere per la propria esistenza e sopravvivenza, per quella della madre, per quella degli affetti importanti che la circondano. Nel corso dell’intera vicenda Samir si trova costretta a fare i conti con decisioni prese da altri e destinate ad avere ripercussioni pesanti su di lei e che la portano, una volta per tutte, a scegliere chi vuole essere: Samir o Samira.

La particolarità dell’opera sta nel modo in cui vengono costruiti i dialoghi: ci troviamo in presenza di un discorso indiretto che non si cura di essere racchiuso tra virgolette e presenta scarsa punteggiatura. Forse sarebbe meglio dire che ci troviamo di fronte ad una commistione tra discorso diretto ed indiretto.
Proprio questa caratteristica credo sia un fattore decisivo, al di là della trama e del modo in cui viene sviluppata, per apprezzare o denigrare il romanzo. Personalmente, non mi ha portato né a rifiutare la lettura del libro né a darle un valore aggiunto.
La vicenda narrata è degna d’attenzione in quanto pone in rilievo un tema molto importante: la condizione della donna in un paese come l’Afghanistan.
Credo che la rileggerei con piacere ma sono ancora indecisa se inserire questo libro nella mia biblioteca personale.