Ragazzi in guerra

Janine Phillips, 10 anni, Polonia
Ephraim Shtenkler, 11 anni, Polonia
Dirk Van der Heide, 12 anni, Olanda
Werner Galnik, 12 anni, Germania
Janina Heshele, 12 anni Polonia
Helga Weissova-Hoskova, 12 anni, Cecoslovacchia
Dawid Rubinowicz, 12 anni, Polonia
Helga Kinsky-Pollack, 13 anni, Austria
Eva Heyman, 13 anni, Ungheria
Tamarah Lazerson, 13 anni, Lituania
Yitskhok Rudashevski, 14 anni, Lituania
Macha Rolnikas, 14 anni, Lituania
Charlotte Veresova, 14 anni, Cecoslovacchia
Mary Berg, 15 anni, Polonia
Ina Konstantinova, 16 anni, Russia
Moshe Flinker, 16 anni, Belgio
Joan Wyndham, 16 anni, Inghilterra
Hannah Senesh, 17 anni, Ungheria e Israele
Sarah Fishkin, 17 anni, Polonia
Kim Malthe-Bruun, 18 anni, Danimarca
Colin Perry, 18 anni, Inghilterra
Fratello e sorella ignoti del ghetto di Lodz, età sconosciuta e 12 anni, Polonia 

I nomi qui presentati non sono noti nel panorama nazionale, almeno credo.
Eppure sono nomi di bambini, ragazzi che meritano di essere conosciuti e la cui memoria è un nostro dovere trasmettere tanto quanto quelli di altri più noti.
Quella che può apparire una semplice serie di nomi ha una sua coerenza e non è difficile indovinare il perchè. Tutti questi ragazzini sono accomunati da un’esperienza, quella dei campi di sterminio, dei ghetti. In una sola parola: la guerra e tutto ciò che essa comporta.
Ognuno di questi nomi è ben noto nei paesi di provenienza, alcuni di questi ragazzi sono diventati eroi nazionali e nel loro paese d’origine i diari scritti da loro nel corso del secondo conflitto mondiale vengono letti nelle scuole e le poesie composte da alcuni vengono imparate a memoria da bambini che ancora non possono cogliere la drammatica realtà espressa in poche righe.

Ragazzi in guerra” è un progetto alquanto meritevole che consiste nella raccolta di una parte degli estratti di questi scritti, scritti di cui ad oggi o non esistono più copie o è praticamente impossibile recuperarli.
Il motivo per cui vi parlo oggi di questo libro è dovuto al fatto che avrei voluto leggerlo quand’ero a scuola e sentivo invece parlare solo di un diario tenuto in questo periodo storico e che ha avuto fama mondiale e che, proprio per questo motivo, avrei conosciuto comunque. Eppure, non aveva nulla di più rispetto ai diari presentati nell’opera citata.

L’idea iniziale era quella di trascrivere un testo per ognuno dei ragazzi citati nel libro ma un lavoro di questo genere porterebbe ad escludere altri brani da brividi sulla pelle: questa sensazione è l’unico invito che posso fare per incitarvi a leggere questa breve raccolta.

Mi auguro che questo scritto arrivi ad insegnanti e spero che essi decidano di acquistarlo/farlo acquistare per la biblioteca scolastica oppure che qualcuno decida di spendere pochi euro e donarlo alla scuola della sua zona (il libro si trova su diversi siti internet per circa 4 euro, nella sezione “remainders” ovvero tra quei libri in giacenza da troppo tempo e, pertanto, scontati fino al 50%).

Per non dimenticare.  

Morfeo

Mi osservi dormire e non mi svegli.
Ami i miei occhi chiusi
di cui puoi solo immaginare il colore,
i miei lunghi capelli
che ti sembrano più soffici
del più morbido cuscino,
il mio corpo abbandonato
tra un lenzuolo e l’altro.
Non vuoi parole, carezze, baci
né altre magie dell’amore.
Tu vivi del mio sognare
ad occhi rigorosamente chiusi.

Morfeo.

35 centimetri

35 centimetri di capelli
cadono senza vita su un pavimento bianco.
Ho una nuova e strana percezione di me:
mi sento leggera, la testa fresca.
Ma mi sembro nuda, spoglia della mia essenza.

Ora che ci siamo persi per sempre
ti dedico ciò che di me amavo di più:
i miei lunghi, morbidi capelli.
Nessuno potrà mai carezzarli o giocarci
con la stessa tua dolcezza.
Tu solo conserverai ancora
quella traccia di me…

…e non potrai non pensarmi
quando li troverai
in un maglione riposto nell’armadio,
su una sedia, in un libro o sul divano.